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A chi rivolgersi per vendere un’azienda in crisi?

20 Apr 2020

Vendere una azienda in crisi è spesso un problema.

Nella normalità dei casi quando l’azienda va bene, infatti,  c’è sempre un acquirente disponibile.

In questo caso l’Imprenditore vende l’azienda, ricevendo il pagamento di un prezzo che lo soddisfa.

Ma cosa succede nel caso in cui questo non sia possibile?

Ci sono delle situazioni, è ben noto, in cui le Aziende sono in chiara difficoltà.

La crisi derivante dall’impatto del Covid-19 ha accentuato le problematiche di liquidità rimaste irrisolte dopo la precedente crisi finanziaria.

E’ normale che molti Imprenditori, sommersi da debiti e oggetto di attenzione da parte di Banche e fornitori, stiano pensando di mettere la società in liquidazione, quando non addirittura ad intraprendere percorsi di concordato o di fallimento in proprio.

Abbiamo parlato spesso di questo argomento nel BLOG, e più di recente negli articoli:

–          Messa in liquidazione SRL: perché dovresti evitare di fare il Liquidatore?

–          Chiudere SRL con debiti: perché preferire una liquidazione volontaria?

 E’ pur vero che, proprio la precedente crisi finanziaria, ha dimostrato che ci sono delle alternative.

Quali alternative?

Molti di voi avranno sentito parlare delle società di consulenza che si occupano di fornire assistenza per la gestione della crisi aziendali.

Si tratta per lo più di commercialisti che si sono affiancati a manager / consulenti aziendali specializzati in ristrutturazioni aziendali ed offrono questo servizio a fronte di un compenso normalmente significativo, soprattutto se finalizzato all’ottenimento di un concordato preventivo in continuità.

Tuttavia, forse non tutti sanno che ci sono alcune realtà imprenditoriali che svolgono in via esclusiva l’attività di acquisizione di aziende in difficoltà per procedere al loro rilancio.

E aldilà di talune realtà che si sono dimostrate poco commendevoli, nella maggior parte dei casi stiamo parlando di professionisti con un track record notevole, con una intensa attività di acquisizioni societarie al pari di quelle in start-up o di PMI redditizie.

Solitamente, prima di procedere con l’operazione, oltre alla valutazione della profittabilità prospettica dell’operazione,  i potenziali acquirenti valuteranno attentamente la Target per non incorrere, qualora le cose andassero male, in una eventuale accusa di aver concorso nel ritardo della dichiarazione di fallimento[1].

Questa valutazione normalmente avviene con un periodo di affiancamento in Azienda, della durata di alcuni mesi, esattamente come avverrebbe per un normale consulente.

 Se vuoi approfondire questi aspetti, ti invito a leggere i seguenti articoli:

–          Come gestire con successo le difficoltà aziendali?

–           “Come salvare la tua Azienda?

–          Quali sono le consulenze legali che ti serviranno a salvare la tua Azienda?

Ok, ma cosa cambia rispetto a dei semplici consulenti? Che tipo di accordo potrebbe stipulare un Imprenditore?

Secondo l’illustre giurista De Nova[2], si tratterebbe di un contratto misto.

Ad un appalto di servizi in cui il Compratore, in cambio di un corrispettivo in denaro, si impegna a svolgere un’attività di risanamento della target che eviti il fallimento e le conseguenti azioni contro il Venditore, si aggiunge il trasferimento della partecipazione sociale.

Quindi davvero un Imprenditore potrebbe avere interesse a vendere l’Azienda in questo modo?

In sintesi ecco alcuni motivi per valutare seriamente questa opzione.

Dal punto di vista del Venditore:

  • cede la target perché vuole ottenere un vantaggio per sé, cioè non essere più socio di controllo di una società in crisi, che versa in una condizione prossima all’insolvenza;
  • paga alla controparte un corrispettivo per lo svolgimento di un servizio di ristrutturazione societaria, decisamente inferiore a quanto pagherebbe per una attività di consulenza finalizzata ad un concordato preventivo;
  • a differenza di una mera consulenza, si libera di un debito[3] e della responsabilità, quale socio e amministratore della target;
  • durante il periodo necessario per il risanamento della società, l’acquirente garantisce il venditore tenendolo indenne da eventuali azioni che dovessero riguardare quella fase[4].

Dal punto di vista del Compratore:

  • riceve una seppur piccola somma di denaro per svolgere l’attività di risanamento;
  • diventa proprietario di una società attualmente in crisi, ma risanabile e in prospettiva redditizia, dopo aver ampiamente valutato i rischi (imprenditoriali e non) dell’operazione.

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Se non ci avevi mai pensato, sappi che questa è una delle opzioni che emerge sempre più spesso nell’ambito delle strategie di gestione delle crisi aziendali e rilancio dell’impresa.

Per approfondire, puoi inviare una mail all’indirizzo info@studiolegalebellini.eu

Avv. Giuseppe Bellini

 

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[1] Reato di bancarotta Semplice, art 217 L.F.

[2] Giorgio De Nova, “La Cessione della Target in Crisi: chi trasferisce le partecipazioni paga l’acquirente”, in “SPA: un contratto commentato”, pag. 145 e ss.

[3] Naturalmente fatte salve fideiussioni personali, da valutare con attenzione.

[4] Anche questa circostanza ovviamente non avviene in caso di consulenza.