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Ferrarini: anche i prosciutti vanno in concordato preventivo?

26 Lug 2019

Ferrarini chiede il concordato preventivo

Il brand Ferrarini lanciato nel 1963 nella villa di Rivaltella, in provincia di Reggio Emilia, e fondato da Lauro Ferrarini, ha presentato domanda di concordato preventivo con continuità aziendale.

Infatti, nonostante il giro d’affari di 350 milioni di euro, secondo alcune valutazioni di mercato, il reale indebitamento del gruppo supererebbe i 360 milioni (252 milioni facenti capo a Ferrarini 111 milioni a Vismara (controllata del gruppo)).

MA COSA VUOL DIRE ESSERE IN CONCORDATO PREVENTIVO?

Una impresa è in concordato preventivo quando si trova in stato di crisi o di insolvenza, e per evitare la dichiarazione di fallimento, presenta al Tribunale del luogo in cui l’impresa ha sede principale, una proposta di concordato e un piano.

Tuttavia, unitamente a questi due documenti, il debitore deve presentare anche: le scritture contabili e fiscali obbligatorie, le dichiarazioni dei redditi concernenti i tre esercizi o anni precedenti, ovvero l’intera esistenza dell’impresa o la sua intera attività economica o professionale.

Inoltre, il piano deve indicare:

  • Le cause della crisi;
  • La definizione delle strategie di intervento e, in caso di concordato in continuità, i tempi necessari per assicurare il riequilibrio della situazione finanziaria;
  • Gli apporti di finanza nuovi, se previsti;
  • Le azioni risarcitorie e recuperatorie esperibili, con indicazione di quelle eventualmente proponibili solo ne caso di apertura della procedura di liquidazione giudiziale e delle prospettive di recupero;
  • I tempi delle attività da compiersi, nonché le iniziative da adottare nel caso di scostamento tra gli obiettivi pianificati e quelli raggiunti;
  • In caso di continuità aziendale, le ragioni per quali questa è funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori;
  • Ove sia prevista la prosecuzione dell’attività d’impresa in forma diretta, un’analitica individuazione dei costi e dei ricavi attesi dalla prosecuzione dell’attività, delle risorse finanziarie necessarie e delle relative modalità di copertura. [1]

Altre caratteristiche…

Infine, il piano può prevedere:

  • La ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessione dei beni, accollo, o altre operazioni straordinarie, ivi compresa l’attribuzione ai creditori, nonché a società da questi partecipate, di azioni, quote, ovvero obbligazioni, anche convertibili in azioni, o altri strumenti finanziari e titoli di debito;
  • L’attribuzione delle attività delle imprese interessate dalla proposta di concordato ad un assuntore;
  • La eventuale suddivisione dei creditori in classi;
  • Trattamenti differenziati tra creditori appartenenti a classi diverse. [2]

Inoltre, per concludere il concordato in continuità è quella ipotesi di concordato preventivo ora disciplinata dall’art.84 del Codice della crisi d’impresa, che può essere diretto, se la gestione dell’azienda resta in capo all’imprenditore che ha presentato la domanda di concordato; o indiretto, se la gestione dell’azienda in esercizio o la ripresa dell’attività è affidata ad un soggetto diverso dal debitore.

ENTRIAMO NEL MERITO DELLA VICENDA

Il gruppo Ferrarini guidato da Lisa, Luca, Lucio, Lia e Maria Lucia Ferrarini, dopo la scomparsa del padre Lauro Ferrarini, fondatore del brand, negli ultimi anni sta affrontando alcune difficoltà.

Infatti, la capogruppo Ferrarini SPA, la controllata Vismara, e la newco Società agricola Ferrarini sono stati costretti a presentare domanda di concordato preventivo.

Il concordato preventivo adottato dal Gruppo è un concordato in continuità aziendale, che prevede un piano industriale che dal 2019 al 2024 porta a rilanciare il marchio Ferrarini.

Infatti, il Gruppo Pini ‘Re della bresaola’ e detentore del 80% della storica azienda reggiana, ha stanziato 100 milioni di euro per rilanciare il marchio Ferrarini e risollevare la situazione di crisi in cui si trova.

Cosa prevede il piano?

Il piano di rilancio proposto da Pini comprende:

  • 30-35 milioni di euro per realizzare un nuovo impianto a pochi passi dall’attuale sede della Rivaltella;
  • il saldo dei debiti a partire dal prossimo anno, che ammontano a 254 milioni per Ferrarini SPA e 105 milioni per la controllata Vismara.

Tuttavia, gli obbligazionisti di Ferrarini, riunitisi pochi giorni fa, starebbero valutando la possibilità di intraprendere azioni legali congiunte a tutela del proprio credito.

Infatti, il piano di concordato prevede per gli obbligazionisti come “altri creditori chirografari” ed una percentuale di pagamento del 17,5%, senza il riconoscimento di interessi.

Per sapere se il piano di rilancio sarà quindi accettato dai creditori, dobbiamo aspettare novembre per Ferrarini e ottobre per Vismara.

Viste le problematiche sopra emerse, l’esito non è affatto scontato.

Dott.ssa Denise Amato                                                     Avv. Giuseppe Bellini

 

 

 

 

[1] Art. 87 co.1 del Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza

[2] Art. 85 co. 3 del Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza