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Come ottenere un risparmio fiscale con il Trust Immobiliare

24 Apr 2018

Risparmio fiscale con il Trust Immobiliare

In un post precedente abbiamo parlato dell’opportunità del trust immobiliare.

Entriamo ora nel dettaglio delle attuali imposte dovute nel caso di trasferimento in un trust di un immobile situato in Italia.

  • imposta ipotecaria e catastale
  • imposta di successione e donazione
  • imposta di registro: € 200

L’ imposta ipotecaria è pari al 2% e l’imposta catastale è pari all’ 1% sul valore della rendita catastale rivalutate e moltiplicata per un coefficiente.
Qualora venga invece conferita solo la nuda proprietà, si applicheranno le tabelle del valore di usufrutto o del diritto di abitazione che sono legate all’età del disponente.
Va detto che ci sono degli uffici del registro che tassano anche in misura fissa e quindi in luogo di 1% e 2% fanno pagare due imposte di registro fisse pari a 200 euro cadauna e così per complessive 400,00 euro[1].

L’ imposta di successione e donazione: i conferimenti fatti in territorio italiano a un trust sono soggetti a questa imposta.

L’imposta è dovuta dai beneficiari della donazione (ovvero da chi riceve la donazione) secondo le seguenti disposizioni:

A) Coniuge e parenti in linea retta (figli – genitori e in generale ascendenti e discendenti)

4% con franchigia fino a 1.000.000 eur di valore dell’eredita’.

B) Fratelli e sorelle

6% con franchigia di 100.000 eur.

C) Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta; affini in linea collaterale fino al 3° grado,

6% senza franchigia.

D) Tutti gli altri soggetti

8% senza franchigia

E) In caso di beneficiario portatore di handicap grave

Franchigia a 1.500.000 eur

E’ previsto un mutamento dello scenario?

A questo punto è doveroso fare una importante riflessione.

Le imposte e le franchigie appena illustrate, sono comunque molto competitive rispetto alle omologhe tassazioni europee.

La media infatti delle imposte successorie in Europa è a oggi del 25% con delle punte in Francia di oltre il 40%.

Per questa ragione il governo italiano (su pressione delle Istituzioni Europee) già in passato ha pensato di inasprire la tassazione.

Sono molteplici i progetti di modifica e, anche recentemente, le pressioni sono arrivate anche dall’OCSE.

Conferendo oggi, un immobile in un trust, si può beneficiare dell’attuale regime fiscale competitivo, mettendo i beneficiari nelle migliori condizioni per non dover pagare in futuro tassazioni superiori.

Siamo certi di avervi indotto ancora una volta a valutare con attenzione questo strumento di protezione patrimoniale.

Dott. Marco Zoppi *                                            Avv. Giuseppe Bellini

 

 

[1] Questo è anche l’orientamento di una recente sentenza della Cassazione Civile  (sentenza n. 975 del 17 gennaio 2018)

* CEO Global Capital Trust