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Chiudere SRL con debiti: perché preferire una liquidazione volontaria?

27 Feb 2020

Mentre attendiamo che entri in vigore definitivamente il Codice della Crisi d’Impresa[1], ancora grande è la confusione sotto il cielo.

Gli operatori si confrontano sgomenti in innumerevoli incontri di approfondimento.

Il più delle volte, seppur mossi anche da spirito divulgativo, questi interventi contribuiscono però a trasmettere confusione agli Imprenditori.

A ciò si sono aggiunte recentemente le stime relative alle conseguenze economiche del Coronavirus [2].

Come è normale, molti Imprenditori stanno vedendo precipitare i fatturati delle loro attività ed iniziano a domandarsi se non sia il caso di chiudere anzitempo, prima che la situazione diventi ingestibile.

Diciamolo chiaramente: è una costante che l’Imprenditore (specie se ha a suo tempo fondato l’attività) non si sia mai posto il problema delle procedure legate alla chiusura della società.

Vi dirò di più.

All’inizio della propria avventura imprenditoriale, la maggior parte degli Imprenditori non prende neanche in considerazione l’eventualità che questa possa andare male.

Chi mi conosce personalmente sa che, ormai 10 anni fa, il mio Studio Legale è nato esattamente per fornire una risposta concreta a tanti Imprenditori che si trovavano di fronte a questa sfida, a seguito della coda della crisi del 2008 (che in Italia si è manifestata dal 2010 in poi…).

Come ho spiegato nel mio precedente articolo “come gestire con successo le difficoltà aziendali?”, molte PMI non hanno superato i problemi di liquidità che li attanagliano dall’inizio della crisi.

E’ del tutto evidente che, nei prossimi mesi, questa tematica ritornerà prepotentemente alla ribalta, specie nel Nord Italia.

Ma quando arriva il momento di decidere, sono molteplici i dubbi che emergono.

Questi dubbi vengono spesso alimentati da professionisti interessati ad orientare le scelte del Cliente verso procedure obiettivamente piuttosto costose ed elaborate, ma del tutto inutili rispetto alla situazione a cui ormai è arrivata l’Azienda.

E questi casi escludono le situazioni in cui, dietro a questi suggerimenti interessati, si nascondono delle vere e proprie truffe.

Voglio dirvelo senza giri di parole: in molti casi tentare la prosecuzione o mettere altri soldi in Azienda non è la scelta migliore!

Ai miei Clienti, consiglio sempre di optare PRIMA per una liquidazione volontaria, procedura più semplice ed indolore.

Nominando un liquidatore professionale, l’Imprenditore potrà essere coadiuvato nella gestione di tutti i plurimi incombenti legati alla chiusura dell’attività.

Potrà quindi dedicare la sua attenzione (ad esempio) al lavoro creativo necessario alla nascita di un nuovo progetto.

Alcuni esempi di quello di cui si occuperà il Liquidatore

E’ presto detto.

Licenziamento del personale, vendita di beni aziendali, recupero crediti o difesa da recupero crediti dai fornitori mediante saldo e stralcio, gestione del rapporto con le banche et cetera.

Il principale vantaggio di questa procedura è che si tratta di una gestione totalmente privata, che non prevede l’intervento del Tribunale (e il conseguente aggravio di costi dell’instaurazione di una procedura) e, nel caso della SRL, nemmeno dell’intervento del Notaio.

Inoltre, rappresenta a mio avviso il metodo migliore per addivenire ad una chiusura non traumatica della società.

Facendo una veloce ricerca sui principali motori di ricerca, potrai trovare tutte le informazioni necessarie per chiarirti tecnicamente di cosa si tratta.

Non escludo di scrivere un approfondimento nelle prossime settimane.

Quello che mi preme comunicarti oggi è che se sei un Imprenditore e ti trovi in una situazione di difficoltà aziendale, ritengo che più di tanti approfondimenti giurisprudenziali e dottrinali, valga la pena di fare una chiacchierata di approfondimento.

Insieme capiremo se, anche per il tuo caso, la liquidazione volontaria sia la soluzione adatta ad accompagnare una chiusura non traumatica della tua attività e/o se vi siano delle possibilità di rilancio.

Avv. Giuseppe Bellini – info@studiolegalebellini.eu

 

 

 

[1] Le norme operative, quelle che riguardano direttamente le imprese, entreranno in vigore il 15 agosto prossimo, a 18 mesi di distanza dalla pubblicazione della legge (febbraio 2019). Una ulteriore proroga, tuttavia, è prevista per le piccole imprese, quelle che negli ultimi due esercizi non abbiano superato i 20 dipendenti o i 4 milioni di euro come totale di attivo dello stato patrimoniale, oppure i 4 milioni di ricavi. Per queste imprese è stato proposto uno slittamento di ulteriori sei mesi, al 15 febbraio 2021, dell’entrata in vigore del nuovo Codice anti-crisi.

[2]https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-province-piu-colpite-rischio-un-economia-che-vale-380-miliardi-ACTYP9LB?refresh_ce=1